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Una figura vestita interamente di nero si staglia in questa mattina di primavera. I suoi lunghi capelli, i suoi grandi occhi scuri raccontano la storia di un orizzonte lontano, di un'anima che conosce solo le altezze.
Ma sull'asfalto, è un'eleganza in esilio. Le sue mani, insolitamente congiunte come le ali ripiegate di un grande albatro, tradiscono una grazia prigioniera. Non sembra fatta per la gravità di questo mondo, e la sua maestà diventa, in terra, una fragile bellezza.
Ispirazione: L'Albatro di Baudelaire