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Sotto un cielo limpido, percorreva il marciapiede deserto. Il suo cappotto Prada, la sua acconciatura perfetta: tutto in lei era immagine di eleganza contemporanea.
Il sole, con la sua luce cruda, svelava tuttavia l'inganno. In proiezione, la sua ombra si stagliava, non come un doppio fedele, ma come un'entità disarticolata, fratturata. Una geometria della sofferenza, un riflesso spezzato di un'anima in pena. Mentre il suo corpo reale avanzava con una grazia calcolata, l'ombra si afflosciava, minata da un male invisibile.
Portava segretamente dentro di sé una disperazione profonda. La lettura recente di uno dei più grandi autori russi l'aveva profondamente turbata, in particolare il modo in cui la sua eroina vi si trovava tradita; un'eco che risuonava dolorosamente con la propria solitudine, con l'uomo che l'aveva lasciata.
Tutto lo sforzo che si era data per costruire quest'immagine di perfezione non era servito a nulla. Era vittima di un doppio tradimento, di cui uno in pieno giorno.